#ptitzelda2014day23
Visualizzazione post con etichetta forno a legna. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta forno a legna. Mostra tutti i post
martedì 23 dicembre 2014
23 dicembre 2014 - #ptitzelda2014day23
Etichette:
Carla,
forno a legna,
gastronomia andreani,
lievito madre,
pane cotto a legna,
ptitzelda2014,
ptitzelda2014day23,
umbria,
zeldawasawriter
domenica 21 marzo 2010
Il torcolo nel forno a legna
Sì sì sì, il torcolo nel forno a legna ce l'abbiamo cotto! Eh sì perché ieri lo avevamo acceso per la lezione del Corso del Pane, per cuocerci la schiacciata al pomodoro e quella con la cipolla e la salvia. Quando ormai tutti se n'erano andati, avevamo spento già le luci e stavamo per chiudere la porta, qualcosa ci ha attirati per l'ultima volta verso di lui. Non è che capiti tutti i giorni di accendere il forno a legna, non è una cosa semplice, si deve avere del tempo a disposizione e una bella dose di pazienza (e di fortuna). Bè insomma, siamo tornati lì, l'abbiamo aperto e c'abbiamo messo dentro la mano. A quel punto: "cavolo ma è caldissimo, qui un dolce ancora ci si cuoce!" ci siamo detti. E allora, proprio come facevano le donne di una volta, che cercavano di sfruttare al massimo tutto il calore del forno, in fretta e furia abbiamo preparato l'impasto, l'abbiamo versato in uno stampo per ciambelle e messo in forno. Qualche dubbio sulla riuscita ce l'avevamo: di solito i dolci se non hanno la temperatura giusta e costante fanno i capricci e non "salgono"/"cadono" all'improvviso/si bruciano/non si cuociono dentro/risultano gommosi/ecc, ma alla fine è andato tutto bene! L'abbiamo sfornato proprio appena finito di pranzare e tagliato a fette. Caterina ci aveva regalato la marmellata di arance e di mandarini cinesi. Ce le abbiamo spalmate sopra....ed è stato un ottimo dessert :)
venerdì 12 marzo 2010
Giornalisti alle Residenze l'Alberata
Dall’8 Marzo, fino a ieri, quaranta persone provenienti dalle più svariate parti del mondo sono state a curiosare, smangiucchiare, osservare, annusare, riflettere e trarre delle conclusioni sulla nostra Umbria, regione piccola, ma che non lascia affatto indifferenti.
Si tratta(va) di importatori esteri del settore agroalimentare e di giornalisti di importanti testate enogastronomiche, con tanto di invidiabilissime Reflex al collo!
La Regione Umbria e l’Istituto per il Commercio Estero, insieme alle Strade del Vino e dell’Olio dell’Umbria, hanno organizzato workshop ed educational tour, per dar loro la possibilità di conoscere in modo compiuto, anche se in pochi giorni, il territorio umbro e le sue eccellenze enogastronomiche, culturali e turistiche.
Oltre a Montefalco, Orvieto, Perugia, Trevi e Norcia, una delle tappe era prevista a Collazzone: un giro per i borghi, una merenda alle Residenze l’Alberata, per poi concludere la giornata con la cena alla Fattoria Luchetti.
Le Residenze l’Alberata, cioè noi :) hanno cercato, come sempre, di dare il meglio di sé.
Dopo quattro chiacchiere sul nostro comune, la presentazione della nostra azienda-famiglia, toccata a Gònghi, e l’illustrazione del progetto “Forni Collettivi”, siamo passati ai fatti: Mamma Cuoca ha mostrato a divertiti Giapponesi, Russi, Cinesi, Canadesi, Tedeschi, Statunitensi, Finlandesi, Svedesi, Brasiliani, Kazaki e Panamensi come si fa il pane, con il lievito madre, la farina migliore, il telo rigorosamente di cotone e tanta pazienza!
Targa ha acceso il forno a legna, che è proprio all’interno della Sala del Gusto, in cui ci trovavamo. Accanto al forno, faceva bella mostra di sé lo “scopetto” (anche detto strucinatoio o spazzo), che Targa aveva preparato la mattina stessa con dei ramoscelli di alloro. Lo “scopetto” serve per spazzare via la cenere e la brace al centro del forno e far posto alle file del pane. La scelta dell’alloro ha una ragione ben precisa: a contatto col calore, sprigiona il suo profumo intenso, che viene assorbito così dal pane.
Paolino (Paolo Liguoro) sistemava sapientemente le ultime cose sul buffet.
Ed è proprio al buffet che non vedevo l’ora di arrivare!
Una distesa di morbide fettine di pane, mangiate dalle bocche di curiose persone di tutte le nazionalità. Chi avrebbe mai immaginato che anche loro un giorno avrebbero potuto assaggiare il pane di Mamma Cuoca?? Pane con pomodori secchi e origano, da gustare con olio moraiolo (Frantoio Decimi), pane con noci, pecorino, uvetta, impastato con vino rosso di ottima qualità (RossoSpina – cantina La Spina), pane con mele e cannella, su cui spalmare una strabiliante gelatina di vino rosso (Polimante della Spina - cantina La Spina), torta al testo con le prugne, crostate dai colori accesi, con marmellate di mele cotogne, fichi, ananas….. Ed è stato bello, perché in quel momento, quel semplice cibo ci ha resi tutti uguali. Perché tutti quando assaggiano qualcosa che non hanno mai mangiato, all’inizio cercano di capire, si concentrano, e poi sorridono e annuiscono. Oddio, possono anche aggrottare le sopracciglia e non annuire, ma a dire la verità quel pomeriggio questa seconda reazione non l’ha avuta nessuno! :)
Etichette:
cantina la spina,
collazzone,
cucina,
fattoria luchetti,
forni collettivi,
forno a legna,
frantoio decimi,
gastronomia andreani,
giornalisti,
pane,
residenze l'alberata,
umbria
Iscriviti a:
Post (Atom)




