martedì 13 agosto 2013

Spritz alla vaniglia della Chinantla

Solo nel bel mezzo dell'estate mi accorgo di aver preparato poco tè freddo al limone, mai tè freddo alla pesca, una sola volta ghiaccioli alla frutta. Ho fotografato senza entusiasmo, non ho acceso candele di sera, niente passeggiate, picnic, musica alta, limoni da sbucciare per il limoncello, pomeriggi passati ad ascoltare le voci che provengono dalle case dei vicini. Bruttissimo segno.
Come se non bastasse, la Coppa del Nonno non è più la stessa di quando ero bambina, o forse sono io ad essere diversa, ma è stata in ogni caso una delusione.
In compenso però, ho fatto biscotti che sembra siano tipici del Natale e dopo aver parlato con Chiara, ho capito due o tre cosette e ne ho decise altrettante:

- Condividere non è un dovere: a forza di farlo, ci si prende così tanto l'abitudine, che pare quasi non sia permesso smettere. 
Quando fotografare le cose belle che ci accadono - o preoccuparsi di non aver niente di bello da dire nei periodi no - diventa un'ossessione, l'unica cosa giusta da fare, per la propria salute mentale, è fermarsi.

- Se mi impongo di dare sempre il massimo, anche quando non vorrei, soffoco la creatività. E' dura accettarlo, ma non funziona a comando, è lei a decidere quando farsi viva.

- Se sbuffo come una locomotiva a vapore, forse devo eliminare qualcosa dalla mia vita.

Quindi, per quanto riguarda questo piccolo spazio:

- Non ci sarà più ansia alcuna per un appuntamento mancato con il 52 Weeks Project; non mi perseguiteranno i sensi di colpa, se dovessi decidere di finirla qui o se vorrò portarlo avanti senza regolarità. 

- Scriverò qui solo perché ne avrò voglia, mai perché è passato troppo tempo dall'ultimo post.

- Prima di mettere l'obiettivo tra me e la realtà, mi assicurerò di averla guardata molto bene ad occhio nudo.

E adesso, Spritz natalizi alla Vaniglia della Chinantla (che la zia Rita mi ha riportato da Terra Madre).
La ricetta è di Sigrid Verbert!

Spritz alla vaniglia

Ingredienti:
225 g di farina di grano tenero 00
190 g di burro
75 g di zucchero a velo
30 g di albume
un baccello di vaniglia
una presa di sale

Lavorate con la frusta elettrica il burro a temperatura ambiente, lo zucchero a velo e l'albume. Dopo qualche minuto aggiungete la farina e il sale. Tagliate il baccello di vaniglia a metà, nel senso della lunghezza, e raschiate la polpa con la punta di un coltello. Unite i semini di vaniglia all'impasto. Trasferite il composto in un sac à poche in cui avrete inserito il beccuccio a stella e formate dei biscotti, sulla teglia rivestita di carta forno, seguendo questo disegno /\/\/.
Cuocete i biscotti in forno a 180 °C per circa 15 minuti.



Spritz alla vaniglia

Spritz alla vaniglia



6 commenti:

  1. Hai preso delle ottime decisioni! Le condivido tutte e infatti io nel mio blog scrivo molto poco e solo quando ne ho davvero voglia, perché altrimenti dove sta il divertimento? Solo ti prego, anche se poco, anche se solo con una ricettina o una frase fatta di soggetto-verbo-complemento, ma ogni tanto fai capolino su questa pagina. Non puoi mai sapere chi stai ispirando (ed io, personalmente, qui dentro ho sempre trovato bellissimi spunti!). Un bacio

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    1. :D grazie Stefania, questo è un bellissimo buongiorno!!

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  2. Condivido le tue decisioni.
    Mi sembra che stiamo andando tutti in over... sharing, non credi?
    Sempre con l'ansia di condividere tutto, di far vedere che noi facciamo questo, vediamo quest'altro, abbiamo preso quest'altro, ecc.
    Credo sia venuto il momento di rallentare.
    Io sono della tua stessa opinione :)

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  3. Ma è verissimo... condividere non è assolutamente un obbligo, ci mancherebbe... e non bisogna nemmeno auto-distorcere la realtà per farcela apparire bella ad ogni costo, se un cielo è nuvoloso non si può dire terso e cobalto. A volte poi nuvoloso è anche più bello, dipende dai punti di vista e di gusti :) Io faccio il ragionamento contrario, scrivo sul blog come su un diario e lo faccio per me, solo per me, la condivisione arriva con i commenti e lì diventa semmai confronto. Il blog non è un lavoro, se diventa così non è più un piacere. Per me è stimolo, se vedo o faccio qualcosa di bello, me lo vivo e me lo gusto, e poi se ne ho il tempo ne scrivo e lo fotografo ma solo per ricordarmi quanto di bello c'è in una giornata! Questo per me è terapeutico :) ... la mia libertà poi è massima, infatti l'ho chiuso un sacco di volte, l'ho riaperto, ho cambiato nick, titolo, piattaforma... però è lì dal 2006 e a volte ri-sfogliarlo è proprio bello!

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  4. Grande post, devo provare!
    La cucina è anche la mia passione nei tuoi articoli si può anche vedere! Saluti

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    1. Grazie! e grazie anche per essere passati! :)

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